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FASCITE PLANTARE

Fascite Plantare - Come risolverla efficacemente
FASCITE PLANTARE
FASCITE PLANTARE

La fascite plantare rappresenta la più frequente causa di dolore nella zona plantare del calcagno e affligge sia persone sedentarie che sportive. Il 10% delle persone soffrirà almeno una volta di questo dolore altamente invalidante. Nei runner, questo tipo di condizione è molto frequente e rappresenta l’8% di tutti gli infortuni.
Ci sono diverse cause di dolore al piede e quindi il termine “Dolore plantare” serve a raggruppare le varie patologie che generano un dolore in questa zona.


 

ANATOMIA
La fascia plantare è costituita da tessuto connettivo fibroso organizzato longitudinalmente che ha origine sul periostio del tubercolo calcaneale mediale. La porzione centrale più spessa della fascia plantare si estende quindi in cinque fasce che circondano i tendini dei muscoli flessori delle dita fino ad arrivare a tutte e 5 le teste metatarsali. Il dolore nella fascia plantare può essere inserzionale e / o non inserzionale e può coinvolgere la banda centrale più grande, ma può anche includere la banda mediale e laterale.
La fascia plantare si fonde con le fibre  del tendine d’Achille, la muscolatura intrinseca del piede e persino la pelle e il tessuto sottocutaneo. E’ presente , inoltre, un grosso cuscinetto adiposo viscoelastico che è responsabile dell'assorbimento fino al 110% del peso corporeo durante la deambulazione e del 250% durante la corsa.
Durante il carico, la tibia carica la "capriata" del piede e crea tensione attraverso la fascia plantare, come se fosse una molla. La tensione creata nella fascia plantare aggiunge stabilità al piede garantendo un’attività muscolare minima.


 
FATTORI DI RISCHIO
La fascite plantare nella maggior parte dei casi può durare fino ai 6 mesi e colpisce il 10-15% della popolazione. Tuttavia il trattamento conservativo permette di risolvere il problema nel 90% dei casi, senza il bisogno di doversi affidare alla chirurgia.
Questa condizione colpisce persone di tutte le età, ma risulta essere più frequente nelle donne di mezza età.
Ci sono diversi fattori che contribuiscono all’insorgenza di questo tipo di dolore:
  • Riduzione della mobilità della caviglia ( Flessione dorsale limitata)
  • Obesità
  • Sovraccarichi prolungati legati alla corsa
  • Patologie metaboliche (Diabete mellito, disfunzioni della tiroide)
  • Menopausa
  • Lavori che richiedono attività prolungate in piedi
  • Calzature non idonee
 
CARATTERISTICHE DEL DOLORE
La fascite plantare è una vera e propria TENDINOPATIA caratterizzata da:
  • Dolore durante i primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo in posizione di scarico (MORNING PAIN)
  • Dolore alla palpazione dell’arco plantare mediale.
  • Flessione Dorsale limitata.
  • Zoppia e tendenza a non appoggiare il tallone.
  • Il dolore è generalmente peggiore quando si cammina a piedi nudi su superfici dure e con le scale
  • Molti pazienti descrivono di aver avuto un improvviso aumento del loro livello di attività prima dell'insorgenza dei sintomi.
 
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
E’ fondamentale discriminare il tipo di dolore sulla base del colloquio iniziale col paziente e dei test specifici. La valutazione permette di distinguere un sintomo che potrebbe derivare da un intrappolamento nervoso, una sofferenza del cuscinetto adiposo, una problematica reumatologica o una frattura da stress.
 
DIAGNOSI
La diagnosi è principalmente clinica ed è basata su un’attenta anamnesi e su dei test specifici. Il paziente con fascite plantare lamenta solitamente dolore nella zona mediale del piede, dolore nei primi passi al mattino e dopo l’allenamento. Il medico può decidere di approfondire la valutazione attraverso esami diagnostici come Rx e Risonanza Magnetica, per escludere altre problematiche al piede (lesioni, neoplasie, ecc). Tuttavia nei soggetti con fascite plantare non vi è una correlazione tra i sintomi e risultati degli esami strumentali; alla RX può essere visibile un piccolo accrescimento osseo definito “sperone calcaneare” che però non risulta essere la causa primaria del sintomo poiché è presente anche in molti piedi asintomatici.
 
TRATTAMENTO
Il trattamento riabilitativo della fascite plantare è costituito da un programma di esercizi di RINFORZO con alti carichi, come consigliato da diversi studi sulle tendinopatie. Lo stretching della fascia plantare risulta essere efficace nella riduzione del sintomo a breve termine.
Le mobilizzazioni/manipolazioni sono utili per migliorare la mobilità della caviglia ( una delle cause di insorgenza della fascite plantare).
Il tape antipronazione e il low dye taping sono indicati per ridurre il dolore nelle prime 3-4 settimane.
L’utilizzo dei plantari è efficace per ridurre il sintomo a breve termine, ma l’utilizzo prolungato di queste ortesi non è necessario.
Le Onde d’urto possono essere una valida soluzione per ridurre il dolore e permettere alla persona di rinforzare meglio la fascia plantare.
Alcuni studi raccomandano l’utilizzo del Dry Needling nella gestione del dolore da fascite plantare.
Tuttavia il paziente è consigliato perseguire un trattamento multi-modale costituito da educazione, terapia manuale ed esercizio terapeutico.



Nel 90% dei casi il trattamento conservativo è risolutivo, nonostante i tempi di recupero possano arrivare anche fino a 6 mesi. In caso di insuccesso viene proposto un intervento chirurgico di fasciotomia plantare.
Bibliografia
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Foot exercise plus education versus wait and see for the treatment of plantar heel pain (FEET trial): a protocol for a feasibility study. Franettovich Smith MM, Collins NJ, Mellor R, Grimaldi A, Elliott J, Hoggarth M, Weber Ii KA, Vicenzino B.
Efficacy of Different Energy Levels Used in Focused and Radial Extracorporeal Shockwave Therapy in the Treatment of Plantar Fasciitis: A Meta-Analysis of Randomized Placebo-Controlled Trials. Wang YC, Chen SJ, Huang PJ, Huang HT, Cheng YM, Shih CL. J Clin Med. 2019 Sep
Electrical dry needling as an adjunct to exercise, manual therapy and ultrasound for plantar fasciitis: A multi-center randomized clinical trial. Dunning J, Butts R, Henry N, Mourad F, Brannon A, Rodriguez H, Young I, Arias-Buría JL, Fernández-de-Las-Peñas C 2018.