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DIABETE ED ESERCIZIO FISICO

Un farmaco chiamato movimento
DIABETE ED ESERCIZIO FISICO

DIABETE ED ESERCIZIO FISICO

Quando parliamo di Diabete ci riferiamo ad un’ aumentata quantità di glucosio nel sangue in condizioni di riposo. La concentrazione di zuccheri nel sangue, chiamata glicemia, può variare durante la giornata a causa di molti fattori, due fra tutti ciò che mangiamo e l’attività fisica che facciamo.

Il glucosio è fondamentale per le funzioni vitali degli organi e dei muscoli e può essere assunto tramite il cibo o sintetizzato attraverso il processo della gluconeogenesi nel fegato. 

Durante l’attività fisica viene utilizzato come carburante per le attività più intense e come prodotto di scarto nell’ossidazione glucidica, viene prodotto il ben noto acido lattico.

Meccanismo di regolazione della glicemia

I meccanismi di regolazione del glucosio sono ben definiti e dipendono da specifici ormoni iper o ipo glicemizzanti. 

  • Insulina 

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta pancreatiche, viene secreto in risposta a picchi di concentrazione di glucosio nel sangue. La sua funzione è quella di ridurre la quantità di glucosio nel sangue.

  • Glucagone

Il glucagone è un ormone prodotto dalle cellule alfa pancreatiche , viene secreto in risposta a cali di glucosio nel sangue. La sua funzione è quella opposta all’insulina, ovvero quella di ridurre l’assorbimento del glucosio da parte dei tessuti aumentandone la quantità nel sangue.
 

 TYPE 2 ed ESERCIZIO FISICO

Nel trattamento con l’esercizio fisico, grandi risultati si ottengono con il DIABETE DI TYPO 2. Il problema chiave di questa patologia è la resistenza all’insulina, che è presente ma non riesce a legarsi alle cellule per aumentare l’assorbimento del glucosio dal sangue.

In questo contesto si può lavorare cercando di ridurre la resistenza dei tessuti all’insulina, e vedremo successivamente come.

   
FATTORI DI RISCHIO DEL DIABETE TYPE 2
 

Tra i tanti fattori di rischio che si possono elencare, rivestono particolare importanza due grandi fattori chiave per l’insorgenza di diabete mellito di tipo 2:

  • Alimentazione scorretta e/o iperalimentazione



 

  • Sedentarietà

     

Da recenti revisioni scientifiche è stata dimostrata una correlazione lineare tra obesità viscerale e diabete, ovvero persone che hanno una grande quantità di grasso localizzato nella cavità addominale sono più a rischio rispetto a chi non ne ha.

Tuttavia questo processo di insulino resistenza si instaura dopo anni e anni di scorretto stile di vita. Perciò anche soggetti costituzionalmente magri non sono esenti dal rischio, anzi sono forse più a rischio proprio perché pensano di essere “immuni”. 

Per gestire al meglio questa patologia serve un netto cambio di marcia nel proprio stile di vita. Non basta qualche seduta di personal Training o una dieta a sistemare le cose, servono COSTANZA e PERSEVERANZA

LINEE GUIDA per l’ATTIVITÀ FISICA dell’ ACSM’s

L’American college of sport medicine definisce linee guida precise sulla somministrazione di attivtà fisica in persone affette da diabete mellito. 
 

ESERCIZIO AEROBICO

Dai 3 ai 7 Giorni a settimana di attività moderata o vigorosa.  Almeno 150 minuti a settimana per la moderata e 75 per la vigorosa.

Come attività sono consigliate tutte quelle che coinvolgano grandi gruppi muscolari in maniera prolungata, come bicicletta, corsa, camminata.

 

FORZA

Minimo 2 giorni/sett non consecutivi di attività moderata o vigorosa. 8-10 esercizi con 1-3 serie da 10-15 ripetizioni che vadano ad affaticare il sistema fino ad aumentare progressivamente il carico. 

Come mezzi di allenamento della forza si possono utilizzare macchine isotoniche o pesi liberi.


 

FLESSIBILITÀ

2-3 giorni a settimana attraverso esercizi stretching per tutto il corpo. 

Come tempistiche e tipologia sono consigliati stretching statico, dinamico, PNF mantenuto per 10-30 secondi, per 2-4 ripetizioni a esercizio.

 

COME GESTIRE IL DIABETE CON L’ATTIVITÀ FISICA

Alla base della gestione del diabete c’è il CAMBIAMENTO dello STILE DI VITA, attraverso un aumento generale del livello di attività fisica e sana alimentazione. 

Il problema va affrontato a 360°, partendo dalla gestione alimentare affidandosi ad un nutrizionista, fino alla programmazione di un PIANO DI ALLENAMENTO mirato alla riduzione del peso e all’aumento della massa muscolare.

  • LA FORZA

La MASSA MUSCOLARE è fondamentale perché con la stimolazione tramite esercizi di FORZA, essa produce una serie di ormoni e mobilizza trasportatori di membrana (GLUT 4) che aumentano la SENSIBILITÀ ALL’INSULINA. 

Questo porta i tessuti, specie quelli muscolari, ad assorbire più ZUCCHERI dal sangue rispetto a quelli che solitamente venivano assorbiti riducendo la GLICEMIA a riposo.

  • L’ESERCIZIO AEROBICO

L’allenamento in regime aerobico vigoroso o moderato migliora la perfusione sanguigna nei tessuti e l’ossigenazione degli stessi. 

Il trasporto dei nutrienti e il FITNESS CARDIOVASCOLARE migliora notevolmente con questa tipologia di allenamento, che deve diventare comunque uno STILE DI VITA fuori dalla palestra.
 

EFFETTI dell’ATTIVITÀ FISICA

Il diabete di TIPO 2 è gestibile attraverso l’attività fisica perché essa ha lo stesso effetto di un FARMACO:

  • Riduce la glicemia a riposo fino a 48h post esercizio

  • Migliora la sensibilità insulinica

 

C’è solo una piccolissima differenza:

NON HA EFFETTI COLLATERALI. 

Anzi, ha solo effetti benefici!

A patto che sia fatta con COSTANZA e che sia prescritta da un professionista delle SCIENZE MOTORIE.